Una breve introduzione
Grisonno è una frazione del comune di Montano Lucino, cinque chilometri a sudovest di Como. Passate le ultime case, ci si imbatteva in un viale di tigli, dirigendosi verso un cancello, e dietro quel cancello ci sono ancora oggi i trenta ettari di parco che una guida del territorio lariano menzionava ancora nel 1992, i muri di una villa e una chiesetta svuotata.
Nel catalogo regionale dei beni culturali tale località compare con tre parole: Villa Gonzaga, resti. Per settant'anni, qui, un principe ha passato l'estate.
La storia documentata comincia con il catasto, perché è proprio quello strumento che per primo scruta davvero il territorio. Il censimento teresiano fu avviato nel 1718 da Carlo VI, rilevato sul campo negli anni Venti del Settecento, interrotto nel 1733, ripreso nel 1749 sotto Maria Teresa e attivato solo nel 1760.
La villa di Grisonno compare già sulla mappa del 1722, e nella fase successiva, nel 1753, risultano censiti sia un fabbricato descritto come "casa da massaro" sia l'oratorio della Beata Vergine dell'Immacolata, luogo di culto annesso alla "Villa di Grisone", con accanto un piccolo cimitero.
La scheda regionale spinge l'origine fino al XII secolo, ma nessun documento noto lo sostiene, ed è lo stesso Comune ad ammettere che di questo edificio si possiedono pochissime notizie documentabili. Il nucleo di Grisonno, in ogni caso, compare già nel 1751 fra i cassinaggi su cui aveva giurisdizione il comune di Montano.

