Si trova proprio accanto a Villa Monastero ed è un albergo, ma il giardino terrazzato è visitabile, anche senza pernottamento. Se hai già camminato due chilometri di giardino botanico può sembrare un doppione, e invece è un'altra idea di giardino sul lago, più stretta, più ripida e più antica.
La villa ha una storia lunga e sconnessa, che poi è la storia di mezzo lago. Le prime tracce portano ai Serponti, una famiglia nobile del posto già nel XII secolo. Passa al barone Isimbaldi alla fine del Settecento, poi agli Andreossi, che nell'Ottocento sono quelli che arricchiscono davvero il parco, e all'inizio del Novecento a due proprietari inglesi.
Funzionava da albergo già nell'Ottocento, tanto che ospitò l'imperatore d'Austria Ferdinando I e la sua famiglia mentre scendevano dal Tirolo verso Milano lungo la strada militare aperta nel 1831 sulla sponda orientale. Nel 1980 succede la cosa più insolita di tutte: i varennesi la comprano con una sottoscrizione pubblica volontaria.
Oggi è di proprietà del Comune e di enti pubblici, gestita in concessione dal gruppo R Collection, che ne ha fatto un hotel di una trentina di camere, alcune nell'ala storica affrescata. È anche la sede comunale dei matrimoni civili, e ogni anno ci si sposano decine di coppie arrivate da mezzo mondo.
Il giardino è nel circuito dei Grandi Giardini Italiani ed è costruito per scalinate e terrazzamenti che scendono fino all'acqua. La vista si apre di colpo quando si arriva sul terrazzo basso, davanti al cancello che dà sul lago aperto, ed è la ragione per cui questo posto finisce in così tante fotografie.
Botanicamente è un luogo bizzarro, e conviene guardarlo con attenzione invece di attraversarlo in dieci minuti. Nella stessa manciata di terrazze convivono l'agave americana, che qui fiorisce spontaneamente, le yucche e i cactus sudamericani, e poi camelie, aceri giapponesi, magnolie, cicadi, palme di Fortune, corbezzoli, mirto, tamerici, melograni, kaki e limoni.
È il microclima del lago testato al limite: roba che sulla carta non dovrebbe sopravvivere a un'ora di treno da Milano, con l'inverno che a queste latitudini dura comunque alcuni mesi. Chi vuole comprendere nel dettaglio cosa sta guardando trova sul sito della villa un glossario botanico con una scheda per ogni specie.
Nel 2026 il giardino apre da aprile a settembre dalle 9:30 alle 19:30, e a ottobre dalle 10 alle 17. L'ingresso costa 13 euro, ridotto a 10 per over 65, gruppi di almeno venti persone e soci Touring, FAI e ICOM, 7 euro per i ragazzi dai 15 ai 25 anni, gratis sotto i 14 e per i residenti a Varenna.
Il biglietto cumulativo con il giardino di Villa Monastero costa 25 euro, ridotto 19 e 13 per i giovani, e si compra solo in biglietteria nei giorni in cui è aperta anche l'altra villa, online non esiste. Fatti i conti, il cumulativo fa risparmiare un euro sui due biglietti separati, quindi ha senso solo se hai davvero intenzione di camminare in entrambi.
Due avvertenze prima di comprare. La prima è che il giardino chiude per eventi privati, matrimoni compresi, e il calendario delle chiusure esclusive è pubblicato sul sito della villa: vale la pena controllarlo, perché capita di trovare chiuso per due o tre giorni di fila in piena stagione.
La seconda è che l'inverno scorso il parco è rimasto aperto per la prima volta fuori stagione, come Christmas Garden, dal giovedì alla domenica tra novembre e l'Epifania, illuminato fino a sera. Se l'iniziativa si ripete, quello è probabilmente il momento in cui questo giardino si vede meglio, perché intorno non c'è quasi nessuno.