Il più grande giallo italiano è nato su questa riva
C'è un tratto di statale Regina, tra Musso e Dongo, dove nell'aprile del 1945 si è fermata la storia d'Italia. In poche ore, su quel chilometro di asfalto a filo d'acqua, finisce il fascismo, viene catturato Mussolini e scompare un tesoro che nessuno, da ottant'anni, è più riuscito a trovare per intero.
Lo chiamano l'oro di Dongo. Ed è il mistero più documentato e insieme più irrisolto del Lario: non servono fantasmi né maledizioni, qui. Bastano i verbali, i processi e i corpi ripescati dal lago.
Questa è la quarta puntata della serie sui misteri del Lario. Dopo la fonte di Plinio, l'isola «maledetta» e il mostro del 1946, cambiamo registro: questa volta la cronaca nera supera qualsiasi leggenda. Come sempre: con scrupolo, separando il documento dalla voce di paese.

