Quattro cannoni sopra Colico
A Colico, dove il Lago di Como finisce e si aprono la Valtellina e la Valchiavenna, c'è una collina con quattro cannoni sul tetto. È il Forte Montecchio Nord, costruito tra il 1912 e il 1914 per fermare un esercito che sarebbe potuto scendere dalla Svizzera o dal passo dello Stelvio. Quell'invasione (fortunatamente) non è mai arrivata.
I cannoni invece sono ancora al loro posto, dentro cupole d'acciaio che ruotano su se stesse, e in guerra hanno sparato una volta sola: il 27 aprile 1945, trent'anni dopo l'entrata in servizio del forte, soltanto cinque colpi in tutto. Il bersaglio era la colonna tedesca che quello stesso giorno, a Dongo, aveva lasciato Mussolini nelle mani dei partigiani.
Nessuno dei cinque colpi andò a segno, eppure bastarono a fermarla. Il forte era nato per sbarrare la strada a chi scendeva da nord, e i suoi unici colpi di guerra li sparò contro chi verso nord stava tornando.
Oggi il Montecchio Nord è un museo che si visita soltanto con la guida. Chi lo gestisce lo presenta come la fortezza della Grande Guerra meglio conservata d'Europa, e viene spesso indicato come l'unico forte italiano di quel periodo ad aver mantenuto l'armamento originale. Dentro ci sono ancora la caserma, la polveriera scavata nella roccia, i quadri elettrici in marmo, la sala comando con l'interfono di rame.
Tutto questo è arrivato fino a noi per la stessa ragione che rende la sua storia così strana: le sue due guerre, il Montecchio le ha passate quasi sempre ad aspettare.

