Per diciassette anni il suo lungolago è stato un cantiere
La scena si ripete ogni mattina d'estate. Il treno da Milano arriva a Como San Giovanni,la gente scende con le valigie,scollina lungo via Gallio verso il lago,compra un biglietto della Navigazione e alle dieci e mezza è già su un battello diretto a Bellagio. Tempo totale passato a Como: quaranta minuti,di cui trenta camminando in discesa.
Non è colpa dei turisti. Per quasi vent'anni la città ha fatto di tutto per rendersi inospitale,senza volerlo. Il pezzo di Como che tutti attraversano,la riva tra piazza Cavour e il Tempio Voltiano,è stato un cantiere aperto dall'8 gennaio 2008 fino alla primavera del 2025. Chi ha visitato il Lago di Como in quel periodo,e sono stati milioni di persone,ha conosciuto solo una Como transennata. Ha imparato che era un posto di passaggio,lo ha scritto sui blog,lo ha detto agli amici,e quella convinzione è rimasta anche adesso che il motivo è sparito.
Questa guida parte da lì. Non da cosa è bello a Como,ma da cosa c'è a Como che nessuno guarda perché per diciassette anni non si poteva.
In breve
- Il cantiere delle paratie sul lungolago,iniziato nel gennaio 2008 e chiuso nella primavera del 2025,ha condizionato la percezione della città per una generazione intera di visitatori.
- I tre luoghi che valgono da soli il viaggio sono il Duomo,la basilica di Sant'Abbondio fuori dalle mura e l'ex Casa del Fascio di Giuseppe Terragni,uno dei capolavori riconosciuti dell'architettura moderna europea.
- Como funziona tutto l'anno,a differenza dei borghi del lago: è una città vera,con musei aperti d'inverno e treni ogni mezz'ora da Milano.
- Il 31 agosto,festa del patrono Sant'Abbondio,i musei civici sono a ingresso gratuito.

