Bellagio: cosa vedere oltre la cartolina
C'è una fotografia ricorrente, che hai già visto molto spesso, anche se non sei mai stato sul Lario. Una salita a gradini stretta fra due file di case ocra, delle tende bianche, alcuni gerani fioriti, e in fondo il lago che fa da sfondo a questa meravigliosa cornice. È la Salita Serbelloni, e ogni estate fra le dieci e le sedici ci sono più persone in coda per fotografarla, che residenti nell'intero borgo lacustre.
Il problema non è che sia sopravvalutata, sarebbe errato definirla così. Il problema è che si tratta quasi tutto quello che il visitatore medio vede di Bellagio, perché spesso arriva col traghetto delle undici e riparte con quello delle quindici.
In queste poche ore a disposizione, si ha tempo solo di girare il centro storico, fare un aperitivo con vista lago, acquistare qualche stoffa locale in seta, per poi tornare indietro con l'impressione di aver visto un paese grazioso, ma assai affollato.
Bellagio è tutta un'altra cosa. È un promontorio intero: due parchi storici, una basilica romanica che è anche un caso di restauro discutibile, quattro nuclei sull'acqua che non compaiono praticamente mai nelle guide, e da dodici anni pure un pezzo di montagna che arriva a ben 1.682 metri.
IN BREVE
- Il centro storico si visita in un'ora. Le tre cose che rendono la giornata buona (Punta Spartivento, i giardini di Villa Melzi, il parco di Villa Serbelloni) stanno tutte fuori dal borgo fotografato.
- Villa Serbelloni non è il Grand Hotel Villa Serbelloni. Sono due cose diverse, a duecento metri di distanza, e la confusione è l'errore più comune di chi organizza la visita.
- Con entrambi i parchi la giornata piena costa 23 euro di ingressi. Punta Spartivento e la basilica sono gratis.

