Dopo la dolcezza di Lenno, la Greenway entra a Mezzegra, e il paesaggio cambia respiro. Qui il lago si fa più intimo, più domestico, quasi segreto.
Le corti antiche si aprono come piccole stanze all’aria aperta, gli orti affacciati sull’acqua raccontano una quotidianità fatta di gesti semplici, i pergolati filtrano la luce del pomeriggio e i terrazzamenti coltivati disegnano linee pazienti sulle pendici della montagna.
È un tratto che profuma di autenticità: case in pietra che resistono al tempo, portici che proteggono dal sole, piccoli lavatoi pubblici dove un tempo si intrecciavano storie, voci, comunità. A Mezzegra il Lario mostra il suo volto più vero, quello che non si concede ai viaggiatori frettolosi.
Poi, quasi senza accorgersene, il cammino scorre veloce verso Tremezzo, e il paesaggio si fa di nuovo scenografico, quasi teatrale. Le facciate liberty, le palme, le essenze esotiche raccontano la stagione in cui il Lago di Como era il buen retiro dell’ alta aristocrazia europea, un luogo di villeggiatura raffinata e cosmopolita.
Al centro di questo scenario si impone decisa Villa Carlotta, con il suo parco botanico di 70.000 metri quadrati: in primavera un’esplosione di camelie, azalee, rododendri e magnolie, mentre all’interno le opere di Canova, Hayez e Thorvaldsen intrecciano arte e paesaggio in un dialogo perfetto.
Il lungolago di Tremezzo è una passerella naturale: giardini all’italiana, scalinate che scendono verso l’acqua, terrazze panoramiche ideali per ammirare il tramonto, palme e piante esotiche che aggiungono un tocco quasi tropicale.
È la parte della Greenway che più sembra uscita da un servizio fotografico di una rivista di viaggio: elegante, luminosa, irresistibilmente fotogenica.
Superato Tremezzo, il sentiero inizia a salire leggermente verso l’interno, e l’ultimo tratto si trasforma in un crescendo visivo. Tra ulivi e muretti a secco, il lago appare a tratti come una lama di luce, le montagne scendono ripide fino all’acqua, i campanili emergono come punti di riferimento in un mosaico di verde e azzurro.
L’arrivo a Griante è un’apertura, un respiro ampio: da qui il centro lago si mostra in tutta la sua iconicità, con Bellagio al centro come una gemma, la biforcazione del Lario che si divide in due bracci perfetti e le cime che incorniciano l’acqua come quinte teatrali.
È uno dei punti panoramici più intensi e memorabili del Lago di Como, un luogo che condensa in un solo sguardo l’essenza della Greenway: verticalità, luce, armonia.